At a glance

C’è bastato poco.

E dopo, poi, non ci ho potuto far molto.

Poi, dopo, ti svegli. E quel momento in cui lo fai non è che sia esattamente piacevole. Non vuoi vedere, non vuoi lasciar andare.

Senti che brucia, senti già che probabilmente non finirà bene, ma ti tuffi nelle pieghe degli esseri che incontri quando apri gli occhi. Non sai bene che odore abbiano, ma ti ci butti come se per respirare dovessi soffocare.

Non vuoi sapere dove finirai, perché tanto ne hai paura ugualmente, ne hai paura come se averne paura facesse parte del processo, perché cambiare fa sempre paura.

Però, in un attimo sai che devi perché non puoi più negare. Non vuoi negare che ti piaccia venire soffocata dalle cose che ti circondano, sentendo ogni volta che le fai avvicinare, la vita che scorre via. E poi torna, quando loro decidono, mani enormi, mani delle persone che ti sono davanti, mani di esseri ai quali ti dai cercando espressamente il dolore e poi il piacere della rinascita.

Ti piace lasciare, in quelle persone, te. Come un memo del tuo controllo, ti lasci andare e finalmente ti perdi.

Nella luce più bianca. Nella notte più buia. In ognuno degli eccessi che esistono.

Perché sai che solo in quegli eccessi trovi una parte dei tuoi, come un richiamo lontano di disappunto.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s