moon

A: mi fa paura. mi vien voglia di scrivere.

della solitudine della luna, condannata a guardare la terra, avvicinandosi, allontanandosi

come in un balletto di forza infinito che non ha senso

che finisce nel giorno di un mondo e nasce nella notte di un altro

senza fine, perché lei può vedere solo la notte, rincorrendo il giorno come fosse una chimera pazza

B: fallo, mentre io suono il piano

A: l’altra faccia della luna, quella che nessuno mai vede, com’è?

B: dark

A: magari è piena di fiori, in quel buio,

magari,come un bambino che non sa giocare con gli altri è scura, ma solo per protezione

magari è solo stanca di essere messa al buio, magari vorrebbe solo un poco di luce

e nella stanchezza della corsa rimane scura.

come innervosita.

come ormai disciplinata dalla mancanza

come infinitamente sentimentale

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