trasporto pubblico

Gli occhi degli altri.

Agli occhi degli altri siamo mille cose. Per i ragazzini in autobus,sono una signora con la borsa e la faccia lunga. Mi viene da sorridere ai loro discorsi, che sono gli stessi che facevamo noi da ragazzi: “dopo la maturità prendo un anno sabbatico e vado a londra a lavorare” “se poi l’università non mi piace?” “Non offendere gli obesi” ( beccatevi sto easter egg di amore universale). Io li guardo e vedo gli stereotipi del mio liceo:la trasgressiva, che trascina, con loro piacere, la brava ragazza e la mediocre che però non è del tutto sfigata. E poi c’è il fratellino della brava ragazza che sbava sulla trasgressiva, che a sua volta affina con lui le pratiche di acchiappo che sfoggerà appena possibile col primo bagnino disponibile (le spezzerà il cuore, e lei diventerà o una che non la da mai, o una che la svende).

La signora anziana mi guarda come io guardo i ragazzini, solo con un pizzico di malinconia in più, perché, se io ho ancora molto da fare, lei sa che non ha molte opzioni future. Il rispetto che mi legge in faccia lo apprezza e lo soffre. In silenzio, come le hanno insegnato a fare. Forse me lo direbbe : “sbrigati a vivere, che poi passa”,ma si morde la lingua piuttosto che essere indiscreta.

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